SOLDI SPORCHI – di Pietro Grasso – Dalai editore – pp. 359

 

Che le mafie non siano solo quelle che sparano lo sappiamo da sempre. Che ci sia un livello in cui i soldi mafiosi si mescolano con i giochi di banchieri e imprenditori è ormai un luogo comune di cui non si coglie la gravità. Ma nessuno, finora, aveva raccontato questo mondo sommerso, perché le indagini sono difficili, i processi dall'esito incerto, e perché certe leggi non aiutano. Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ed Enrico Bellavia di "Repubblica" rompono finalmente questo tabù, e ci guidano lungo i meandri dell'industria del riciclaggio, svelandoci che il denaro mafioso non "gronda sangue": è pulito, veloce e non si ferma mai, anzi, è sempre più "invisibile" come quello delle speculazioni finanziarie. Rintracciarlo, e contrastarne le metamorfosi, è la sfida del nuovo millennio. Il denaro sporco si annida dietro formidabili scalate, ascese di tycoon rampanti, sta a difesa dei patrimoni di manager in grisaglia, fa sempre più spesso capolino in Borsa. La situazione è così grave da avere indotto Bankitalia a lanciare un allarme, stimando nel 10% del Pil il fatturato dell'industria dei capitali sporchi: un dato pari al doppio della media mondiale, destinato a crescere ulteriormente sulla scia dell'apertura di nuovi mercati e delle ricorrenti crisi economiche. Attraverso molte storie e dati inediti, il libro racconta le forme e le figure del riciclaggio, dai paradisi fiscali a quelli virtuali fino ai money transfer, e dai banchieri fino ai semplici prestanome

 

 

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