FAIDA DI CAMORRA – pp. 224

 

Ai margini della città di Napoli, dilaniata dal degrado e dalla disoccupazione, c'è il più grande mercato di droga in Europa: Secondigliano. È qui che si combatte la spaventosa faida di camorra tra il clan del boss latitante Paolo Di Lauro e il gruppo degli "spagnoli", una guerra in grado di provocare più di settanta morti tra il 2004 e il 2005. In palio c'è il controllo della più ricca impresa criminale del Sud Italia: il traffico internazionale di stupefacenti. In quei mesi, i killer delle due cosche decapitano traditori, uccidono e danno alle fiamme le fidanzate, i padri e le madri dei nemici e appiccano il fuoco a decine di negozi e appartamenti per snidare i rivali. La terza metropoli italiana si trasforma in un campo di battaglia, mentre il magistrato che indaga sulla strage scopre di essere intercettato abusivamente e il fratello di un senatore della Repubblica trema al pensiero di cadere vittima di un'imboscata.

 

 

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