Questo pensiero di Paolo Borsellino racchiude il senso dell’associazione LegalmenteItalia, nata per convinzione che la mafia sia innanzi tutto un fenomeno sociale e, che come tale avrà un inizio ed una fine. Occorre, quindi educare le nuove generazioni, bisogna entrare nelle scuole, bisogna creare delle sinergie con parrocchie ed altre associazioni che operano nel sociale. Bisogna educare alla legalità già dai primari livelli di istruzione, spiegare che nella legalità tutti abbiamo delle chance. Ai livelli successivi di educazione scolastica bisogna insegnare che dobbiamo dare tutti un contributo per sciogliere il legame tra l’economia e le mafie, insegnando ai giovani ed alle famiglie il concetto di consumo critico, al fine di liberarci dall’inconsapevole abbraccio mortale che lega la criminalità organizzata e la società civile, o parte di essa. Acquisire la consapevolezza che il potere d’acquisto può essere uno strumento fondamentale nella lotta alle mafie.

E’ sicuramente vero che le mafie temono la scuola e l’associazionismo più di giudici e forze dell’ordine.


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